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Medea
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mwbgMedea (mwbwin greco antico Μήδεια?, Mḕdeia) è un personaggio della mwcamitologia greca. Fu una principessa della mwcqColchide ed una mwcgmaga citata nel preludio delle imprese degli mwcwArgonauti.
Contents
• Danza
• Musica
• Pittura
• Scultura
• Cinema
• Teatro
• Note
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Genealogia
Figlia di mwdwEete e di mweaIdiacite-ref-1[1] o di mwfqEcate,cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] sposò mwhgGiasone che la rese madre di Eriope (figlia di mwhwGiasone)cite-ref-paus-4-0[4] e dei due maschi Mermero (Μέρμερος, mwjqMérmeros) e Fere (Φέρης, mwjwPhéres), maschi che furono uccisi dai mwkaCorinzicite-ref-5[5]cite-ref-6[6] oppure da Medea stessa.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-apol-10-0[10]
Mitologia
Medea è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa "astuzie, scaltrezze". Citata fin dalla mwwqmwwgTeogonia di mwwwEsiodo, è descritta come una figura dotata di poteri divini equiparabile alla concezione moderna di maga.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]
Quando mwzqGiasone giunge nella mwzgColchide insieme agli mwzwArgonauti alla ricerca del mwaaVello d'oro, capace di guarire le ferite, custodito da un feroce e terribile drago per conto di Eeta, lei se ne innamora perdutamente. E, pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo, giunge a uccidere il fratello mwaqApsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla mwagnave Argo insieme a mwawGiasone, divenuto suo sposo. Il padre, così, trovandosi costretto a raccogliere le membra del figlio, non riesce a raggiungere la spedizione, e gli mwbaArgonauti tornano a mwbqIolco con il Vello d'Oro. Lo zio di Giasone, mwbgPelia, rifiuta tuttavia di concedere il trono al nipote, come aveva promesso in precedenza, in cambio del Vello.
Medea allora sfrutta le proprie abilità magiche e con l'inganno si rende protagonista di nuove efferatezze per aiutare l'amato. Convince infatti le figlie di Pelia a somministrare al padre un "mwcamwcqpharmakón", dopo averlo fatto a pezzi e bollito, che lo avrebbe ringiovanito completamente: dimostra la validità della sua arte riportando un caprone alla condizione di agnello, dopo averlo sminuzzato e bollito con erbe magiche. Le figlie ingenue si lasciano ingannare e provocano così la morte del padre, tra atroci sofferenze: mwcgAcasto, figlio di Pelia, pietosamente seppellisce quei poveri resti e bandisce Medea e Giasone da Iolco, costringendoli a rifugiarsi a mwcwCorinto, dove si sposeranno.cite-ref-14[14]
La Medea di Euripide
Sono passati dieci anni, mwgaCreonte, re della città di Corinto, vuole dare la sua giovane figlia mwgqGlauce in sposa a Giasone, offrendo così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta e cerca inutilmente di far accettare la cosa a Medea, che si dispera per l'abbandono e il nuovo esilio, imposto da Creonte, timoroso di sue vendette.
Medea manda a chiamare Giasone, gli ricorda il loro passato e le volte che gli era venuta in aiuto, ma di fronte all'ingratitudine e all'indifferenza di Giasone, si adira e medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, fa credere di volersi rappacificare con la nuova famiglia del marito per il bene dei figli e manda come dono nuziale una veste finissima e una corona d'oro alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che i doni sono intrisi di un potente veleno, li indossa, per poi morire fra fiamme e dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, e muore atrocemente.cite-ref-15[15]
Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Secondo mwiaEuripide, per assicurarsi che Giasone soffra e non abbia discendenza, dopo un'angosciosa incertezza vince la sua natura di madre e uccide i loro piccoli figli (Mermero e Fere) avuti da luicite-ref-16[16]. Secondo mwjwDiodoro Siculo i figli che Medea aveva avuto da Giasone erano però tre: i due gemelli Tessalo e mwkaAlcimene e Tisandrocite-ref-17[17].
Fuggita ad mwlgAtene, a bordo del carro del Sole trainato da draghi alati, Medea sposa il re mwlwEgeo, dal quale ha un figlio, mwmaMedo; Egeo aveva precedentemente concepito con mwmqEtra un figlio, mwmgTeseo. Medea vuole lasciare il trono di Atene a Medo, ma Teseo giunge in città. Egeo ignora che Teseo sia suo figlio, e Medea, che vede ostacolati i suoi piani per Medo, suggerisce al marito di uccidere il nuovo venuto durante un banchetto. Ma all'ultimo istante Egeo riconosce Teseo come suo figlio e Medea è costretta a fuggire di nuovo.
Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete.
La Medea di Ovidio
mwpaOvidio tratta del mito di Medea in tre distinte opere: le mwpqmwpgHeroides, le mwpwmwqaMetamorfosi e la tragedia mwqqmwqgMedea, andata perduta.
Nel primo testo è la donna a parlare cercando di commuovere il marito, ma il racconto si interrompe prima del compimento della tragedia e il suo completamento è possibile al lettore solo attraverso la memoria letteraria. La Medea delle mwraMetamorfosi è ben diversa: essa oscilla tra mwrqratio e mwrgfuror, mwrwmens e mwsacupido, riprendendo, almeno in parte, la giovane tormentata dai rimorsi di mwsqApollonio Rodio, divisa tra il padre e Giasone. Medea si dilania tra incertezza, paura, commozione e compassione.
La metamorfosi avviene in modo repentino ed è possibile rintracciarla attraverso il confronto tra la scena dell'incontro con Giasone nel bosco sacro e il ringiovanimento del padre dell'amato: se nel primo caso appare come un medico antico, nel secondo utilizza esplicitamente la parola "mwswarte" (vv.171-179) mostrandosi come una vera strega.
Anche Ovidio riprende la scena del carro, presente già in mwtqEuripide e successivamente in mwtgSeneca, ma se in questi due casi l'episodio è inserito alla fine del racconto, mwtwOvidio lo colloca a metà della narrazione: in tal modo Medea perde le sue qualità umane e il mondo reale cede il posto a quello fantastico.
All'inizio della mwuqMetamorfosi, Medea è la protagonista assoluta, ma pian piano cessa di essere un'eroina in cui il lettore può identificarsi e diviene un personaggio che appare e scompare come per magia.
Il pathos del finale non è sfruttato al massimo: Medea è divenuta una vera mwuwstrega e quindi non soffre dell'mwvainfanticidio commesso né potrebbe soffrire di un'ipotetica punizione.
La Medea di Draconzio
Medea e Giasone appaiono tutti mossi dal destino e dalla volontà degli dei, legati come sono agli scontri tra mwxaVenere e mwxqDiana. Infatti la dea della caccia, sentendosi tradita per il matrimonio della sua sacerdotessa, scaglia una maledizione contro di lei. Maledizione che, alla fine, darà luogo alla morte del marito e dei figli.
All'inizio Medea è descritta come una "mwxwvirgo cruenta", ma viene definita maga solo al verso 343.
Caratteristica di questo racconto è che è la donna a rubare il vello d'oro donandolo poi a Giasone, che appare per tutta la narrazione una figura passiva.
Anche quando entra in scena mwygGlauce l'eroe è semplice oggetto del desiderio, che la giovane otterrà anche a costo di rompere il legame matrimoniale che lo vincola. Entrambe le donne trasgrediscono così le norme morali: da un lato Medea tradisce la dea Diana, dall'altro Glauce porta al tradimento Giasone.
Durante le nozze l'attenzione si concentra sulla coppia mentre Medea prepara la vendetta: sarà lei a donare a Glauce la corona da cui prenderà fuoco l'intero palazzo.
Ma il punto culminante della tragedia è il sacrificio che Medea offre a Diana: i suoi figli, sicché l'infanticidio non è più condotto per vendetta, ma come richiesta di perdono.
Nella scena finale l'autore riprende l'episodio del carro, ma questa volta il volo della donna ha valore semantico e non narrativo: Medea si riunisce a Diana e ritorna la "mwzgvirgo cruenta" dell'inizio della narrazione, lasciando a terra tutto ciò che era ancora legato a Giasone.
Opere derivate (parziale)
Danza
• Medea in Colchide, di Johann Christoph Vogel
• Medea, di Samuel Barber.
• Medea2, di Dīmītrīs Papaïōannou
Letteratura
• Medea, tragedia di Jean Anouilh
• Gli incanti di Medea, dramma di Francisco de Rojas Zorilla
• Il vello d'oro, tragedia di Franz Grillparzer (trilogia: l'ultima parte ha titolo Medea)
• Medea, tragedia di Pierre Corneille
• Medea, tragedia di Ludovico Dolce
• Le Argonautiche, poema greco di Apollonio Rodio (il terzo libro è dedicato al mito di Medea)
• Le Argonautiche, poema latino di Valerio Flacco (libera versione latina dell'omonimo di Apollonio)
• Medea, tragedia di Friedrich Gatter
• Medea, tragedia di Richard Glover
• Medea, tragedia di Ernst Legouvé
• Medea, tragedia di Bernard de Longepierre
• Medea, tragedia di Hippolyte Lucas
• Medea, tragedia di Giovanni Battista Niccolini
• Medea, tragedia di Jean de la Péruse
• Medea, tragedia di Lucio Anneo Seneca
• La lunga notte di Medea, tragedia di Corrado Alvarol '
• Medea. Voci, romanzo di Christa Wolf
Musica
• Giasone, opera di Francesco Cavalli
• Giasone e Medea, opera di François-Joseph Salomon
• Medea, opera di Paul Bastide
• Medea, opera di Georg Benda
• Medea, opera di Marc-Antoine Charpentier
• Medea, opera di Luigi Cherubini
• Medea, opera di Johann Naumann
• Medea, opera di Giovanni Pacini
• Medea, cantata di Jean-Philippe Rameau
• Medea, opera di Vincenzo Tommasini
• Medea e Giasone, opera di Peter von Winter
• Medea in Corinto, opera di Giovanni Simone Mayr
• Medea, opera di Aribert Reimann
Pittura
• La furia di Medea (varie versioni), di Eugène Delacroix
• Giasone e Medea (1865), opera di Gustave Moreau
• Giasone e Medea (1907), opera di John William Waterhouse
Scultura
• mw3wMedea (originale del 1865), scultura di mw4aWilliam Wetmore Story
• mw4gmw4wStatua di Medea (mw5aBatumi), scultura di Davit Khmaladze
Cinema
• Medea (1969), regia di Pier Paolo Pasolini
• Medea (1988), regia di Lars von Trier
• Médée miracle (2007), regia di Tonino De Bernardi
• Medeas (2013), regia di Andrea Pallaoro
Teatro
• La lunga notte di Medea, di Corrado Alvaro
• From Medea, di Grazia Verasani
• La Madre: 'i figlie so' piezze 'i sfaccimma, di Mimmo Borrelli
• Medea: L'isola delle lacrime, di Gianpaolo Bellanca
• Medea, di Rachel Cusk
Televisione
• mw9qmw9gI figli di Medea (1959), regia di mw9wAnton Giulio Majano.
• mw-qMedea (1969), regia di mw-gPier Paolo Pasolini
Altre apparizioni
In mw-qmw-gFate/stay night, un mw-wvisual novel mwaqagiapponese, Medea è evocata come il servant di classe caster. In base alla mwaqeroute avrà un ruolo più o meno importante, sempre come antagonista nei confronti del protagonista.
Note
cite-note-paus-44. ↑ Pausania, mwar4Periegesi della Grecia mwar82.3.9
cite-note-55. ↑ Pausania, mwasmPeriegesi della Grecia 2.3.6
cite-note-77. ↑ Euripide, mwas0Medea
cite-note-88. ↑ mwateDiodoro Siculo, 4.54.7
cite-note-99. ↑ Igino mwatuFabulae 25
cite-note-1212. ↑ Esplicitamente indicata "maga" a partire da mwauyApollonio Rodio, tale termine può essere fuorviante in riferimento alla tradizione più antica, in quanto mwaucmágos proviene dall'universo religioso dei mwaugPersiani, in cui il mwaukmágos è un prete, o in ogni caso uno specialista della religione ed è solo nel V secolo a.C., con mwauoErodoto, che tale termine viene introdotto nella lingua greca adattandolo dall'alto persiano.
cite-note-1313. ↑ Marcello Carastro. mwau8L'invenzione della magia in Grecia. In mwavaGrecia mito e religione vol.6 di mwaveL'antichità (Coordinatore del Comitato scientifico: mwaviUmberto Eco). Milano, Encyclomedia Publishers-CRS, 2011 pp. 434-434
cite-note-1616. ↑ Nella mwawoMedea di mwawsCarcino, però, era testimoniata la variante secondo la quale sarebbero stati i Corinzi ad ucciderli, incolpandola del delitto: cfr. mwawwM. Martinelli, mwaw0Una nuova Medea in musica: P.Louvre inv. E 10534 e la Medea di Carcino, in M.S. Celentano (a cura di), mwaw4Ricerche di metrica e musica greca per Roberto Pretagostini, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2010, pp.mwaw8 61-76.
cite-note-1818. ↑ mwaxw(mwax0mwax4GRC,mwax8 mwayaEN) N. Kaggelaris, mwayemwayiSophocles' Oedipus in Mentis Bostantzoglou's “Medea”, a cura di A. N. Mastrapas e M. M. Stergioulis, Seminar 42: mwaymSophocles the great classic of tragedy, Atene, Koralli, 2016, pp.mwayq 74-81.
cite-note-1919. ↑ mwayg(mwaykmwayoGRC,mways mwaywEN) N. Kaggelaris, mway0mway4Euripides in Mentis Bostantzoglou's Medea, in mway8Carpe Diem, n.mwaza 2, 2017, pp.mwaze 379-417.
Bibliografia
Fonti antiche
• mwazcPseudo-Apollodoro, Biblioteca.
Fonti moderne
• mwazwAnna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia greca e romana, Roma, Newton & Compton, 1996, ISBN 88-8183-262-3.
• mwaz4Salvatore Alia, Dizionario Mitologico - Eroi e leggende del mondo classico dalla A alla Z, Milano, B&B, 1997, SBN MIL0345006.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itMedea, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAngelo Taccone, MEDEA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefsapere-itMedèa (mitologia), su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Medea, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Medea, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Medea, su Comic Vine, Fandom.